Materie prime, guerre e dazi
Dalla Mesopotamia a Marte
Con analisi approfondite e storie appassionate, Alessandro Giraudo ci fa capire che il mondo è ancora terribilmente materiale. E che gli sconvolgimenti della geopolitica hanno radici antiche.Ferruccio de Bortoli
In questa fase di disordine mondiale, in cui le norme internazionali sono messe in discussione, Alessandro Giraudo ci invita a guardare al passato per leggere il presente. I dazi tornano a essere un’arma per esercitare pressioni diplomatiche ed economiche, com’era nella Grecia del V secolo a.C. Il controllo dei passaggi marittimi continua a essere vitale, lo Stretto di Hormuz è ancora l’imbuto dell’economia mondiale, come ai tempi dello scontro tra Persiani e inglesi nel XVII secolo. Le guerre oggi hanno al centro petrolio, titanio, litio e (ancora) oro, tanto «strategici» da orientare l’ago della bussola: riecheggia l’inesauribile spinta al predominio da parte delle grandi potenze, con gli Stati Uniti che si allontanano all’Europa, la Cina che guarda la silenziosa entrata in scena dell’India…
Dalle prime coltivazioni dei cereali nella Mezzaluna fertile, 10.000 anni fa, al «corridoio del grano» ucraino del 2022, dalle campagne militari dell’impero romano mosse da logiche mercantili al braccio di ferro fra USA e Danimarca per gli idrocarburi della Groenlandia, o l’operazione «politica» in Venezuela per il petrolio, la storia è una successione di guerre e battaglie per accaparrarsi cereali, acqua, metalli, sale, spezie, pietre preziose, cavalli. E informazioni, perché scientia potentia est, quindi chi ha le informazioni detiene il potere.