I taccuini del coccodrillo
Qiu Miaojin è la più iconica scrittrice queer di Taiwan.Chi Ta-Wei, autore di Membrana
La sensazione di stare a metà, l’ambiguità del sesso, del desiderio, del genere, e della questione stessa dell’identità, rendono questo libro decisamente necessario.The Los Angeles Review of Books
Taipei, fine anni Ottanta. La legge marziale è appena stata revocata, e un nuovo senso di libertà attraversa cautamente la città, anche se non tutto riesce a stare al passo. Lazi, una studentessa universitaria nel pieno del suo percorso di scoperta, incontra Shui-ling, una ragazza con cui ha una relazione tormentata. Per cercare supporto si avvicina a una cerchia di amicizie altrettanto vulnerabili e irrequiete: un giovane scivolato nella criminalità e il suo amante autodistruttivo; due studentesse brillanti e magnetiche, alla fine della loro travolgente storia d’amore.
Attraverso un pastiche di diari, lettere e citazioni colte, seguiamo l’educazione sentimentale e sessuale di una donna, alternata a bozzetti satirici in cui coccodrilli travestiti da umani emergono come potente metafora di chi deve nascondere la propria identità per sopravvivere.
Scritto da una delle prime autrici queer taiwanesi, voce iconica e radicale della controcultura, questo classico di culto è un toccante capolavoro di analisi sociale, che rivela le fragilità, i desideri, le battaglie interiori di chi vive ai margini, tracciando al contempo la traiettoria di un Paese che è stato il primo in Asia a riconoscere il matrimonio tra persone dello stesso sesso.
Ci sono dolori e tristezze così profondi da non poter essere espressi, e amori così intensi da risultare irripetibili. Una volta vissuti, lasciano dentro un vuoto. Se mi volto indietro, tutto ciò che resta sono fossili. La mente cerca di sondarne la profondità, di conservarne le tracce, ma, a forza di rimuginare, anche l’immagine della valle fossile si dissolve nel nulla.