La persistenza del meraviglioso

Troll, daemon e altre creature che abitano il mondo digitale

Traduzione:Sara Prencipe
In arrivo
Pagine:240
Formato:14x21 cm
Data uscita:19 Giugno 2026
ISBN:9788867835751
Oltre alla passione per gli angoli più oscuri di Internet, Nicolas Nova era un grande lettore di Rabelais, di Cervantes, un amante del Medioevo come dei viaggiatori ottocenteschi. Questa alternanza tra storia e ultracontemporaneo trova il suo coronamento in La persistenza del meravigliosoPIERRE-OLIVIER DITTMAR
Praticare l’indisciplina è un’arte. Nova è un esploratore e insieme un archivista, capace di vedere in ogni riflesso del quotidiano un’avventura del pensiero.RICCARDO VENTURI

Gli esseri favolosi sono scomparsi. Scomparse le fate, i folletti, i licantropi. La razionalità occidentale parrebbe aver trionfato su questo piccolo popolo con il quale abbiamo convissuto per secoli.
E se non fosse così? Se queste figure del meraviglioso fossero sopravvissute e da foreste, montagne e laghi fossero trasmigrate nei nostri computer, smartphone e console? In fondo chiamiamo troll, daemon, sprites, worm, trojan quelle misteriose entità che si infiltrano nelle nostre macchine, attingendo a quell’immaginario che credevamo perduto. Che cosa ci raccontano le figure di questo moderno bestiario del modo in cui costruiamo il futuro tecnologico?

Nicolas Nova traccia la genealogia di questo «serraglio digitale», dai miti dell’antichità fino ai mirabilia medievali, e propone di osservare come è entrato nelle nostre vite per renderle talvolta più semplici, ma talvolta tremendamente più complicate. La persistenza del meraviglioso dimostra che, lungi dall’essere disincantato, il nostro mondo attuale può e deve essere interpretato come un luogo in cui la meraviglia esiste ancora.

Leggi un estratto

Questo testo parla delle leggende che si nascondono sotto le nostre tastiere: troll invisibili sui forum, demoni radicati nelle viscere dei sistemi, fantasmi pixelati che infestano i nostri schermi. La persistenza del meraviglioso non ci invita a tornare alle favole, ma ad affinare lo sguardo davanti ai nostri schermi.